Il pignoramento presso terzi è una procedura legale che permette a un creditore (una persona fisica, una società, un istituto di credito o un Ente pubblico) di recuperare il proprio credito attraverso due modi:
In questo articolo, esploreremo cosa significa quando un creditore (una persona fisica, una società, un istituto di credito o un Ente pubblico) chiede ad un Giudice l'assegnazione dei tuoi fondi digitali al fine di recuperare un proprio credito.
Scopriremo insieme come funziona il pignoramento ordinario, quali sono i tuoi diritti e come puoi affrontare questa situazione senza perdere il sorriso.
Il pignoramento ordinario presso terzi è un procedimento giudiziario. Per poter avviare il pignoramento il creditore deve:
Se effettivamente decorrono i dieci giorni e il debitore non paga, il creditore ha il diritto di pignorare i beni del debitore presso i terzi.
Banca Sella, in qualità di terzo pignorato, dal giorno in cui riceve la notifica dell'atto di pignoramento, ha l'obbligo di custodire le somme del debitore. Il pagamento delle somme pignorate viene eventualmente eseguito a seguito della notifica dell'ordinanza di assegnazione somme, che è un provvedimento emesso dal Giudice in cui viene richiesto ai terzi pignorati di pagare le somme presenti sul conto del proprio Cliente al creditore procedente.
Quando Banca Sella riceve la notifica di un pignoramento ordinario, è obbligata dalla legge a sospendere l'operatività in uscita del conto del debitore. Nella stessa giornata della notifica, salvo casi eccezionali, riceverai quindi una nostra comunicazione all'indirizzo email con il quale accedi in app, allo scopo di informarti della notifica dell'atto e dei riferimenti del legale del creditore procedente con il quale, se lo vorrai, potrai prendere contatti.
Riceverai comunicazione anche se il saldo del tuo conto è pari a zero; anche in quel caso, infatti, il tuo conto sarà pignorabile.
Nel caso in cui il tuo conto presenti un saldo uguale o superiore all'importo indicato nell'atto di precetto aumentato nei limiti indicati dalla legge, potrai continuare ad utilizzare il conto di moneta elettronica nonostante la notifica dell'atto di pignoramento.
In questo caso, il saldo pari al debito viene accantonato in un apposito conto interno; il conto di moneta elettronica viene sbloccato e torna al tuo completo utilizzo.
Quando sul conto di moneta elettronica sono presenti delle somme non pignorabili, in qualità di debitore esecutato potrai richiedere a Banca Sella, ovvero al terzo pignorato, di restituire tali somme mediante un bonifico sulle coordinate bancarie alternative rispetto a quelle del conto di moneta elettronica.
Ricorda: non appena riceveremo la documentazione idonea ad attestare la fine del pignoramento sarà nostra cura informarti prontamente e svincolare il conto di moneta elettronica.
Il conto di moneta elettronica pignorato viene svincolato nei seguenti casi:
Dopo aver compreso meglio cosa accade al tuo conto durante la procedura di pignoramento, di seguito troverai indicazioni su cosa accade sia alle somme già presenti sul tuo conto al momento della notifica, sia agli accrediti che riceverai dopo la notifica.
Innanzitutto, ti confermiamo che il conto può continuare a ricevere operazioni in entrata anche se è pignorato.
Per comprendere cosa accade alle somme che riceverai dopo la notifica e a quelle già presenti sul tuo conto al momento della notifica bisogna distinguere tre casi:
Banca Sella ha l'obbligo di custodire le somme indicate nell'atto di precetto aumentate nei limiti indicati dalla legge. Ecco come funziona e quali sono i limiti previsti:
Nota: Il debito è quello indicato nell'atto di precetto.
Facendo un esempio, quindi, se il debito indicato nell'atto di precetto è di 2.000 euro, Banca Sella trattiene 2.000 euro più 1.600 euro, per un totale di 3.600 euro.
La legge italiana prevede che non tutte le somme dovute dal terzo possano essere pignorate.
Sono previsti dei limiti specifici nel caso in cui vengano accreditati importi a titolo di stipendio, oppure pensione ed indennità relative.
In questo caso, la legge prevede una "base vitale" non pignorabile; infatti, possono essere pignorate le sole somme che eccedono il triplo dell'assegno sociale.
Questo limite vale solo per l'ultimo accredito a titolo di stipendio ricevuto prima della notifica; tutte le altre somme presenti sul conto, ad esclusione dell'ultimo accredito, sono interamente pignorabili.
Facciamo un esempio sull'anno 2024 (il triplo dell'assegno sociale per il 2024 è pari a € 1.603,23):
Prendiamo il caso in cui tu abbia già speso parte dell'ultimo accredito ricevuto sul conto, a titolo di stipendio o pensione, prima della notifica del pignoramento. Facciamo un esempio:
N.B.: Ogni anno, l'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) pubblica gli importi aggiornati dell'assegno sociale in base alla rivalutazione dei trattamenti pensionistici. Puoi verificare l'importo dell'assegno sociale sul sito ufficiale dell'INPS.
In questo caso, la legge non prevede alcuna base non pignorabile; gli accrediti a titolo di stipendio ricevuto sul conto di moneta elettronica pignorato lo stesso giorno o successivamente alla notifica dell'atto di pignoramento sono pignorabili nei limiti di un quinto.
Facciamo un esempio:
In questo caso, la legge prevede una "base vitale" non pignorabile; infatti, non è pignorabile il doppio della misura massima mensile dell'assegno sociale che, per il 2024, è di 1.068,82 euro. Le somme superiori alla "base vitale" sopra indicata sono pignorabili nella misura di un quinto.
Facciamo un esempio:
Non sono mai pignorabili gli importi accreditati a titolo di indennità assistenziali, come l'indennità di accompagnamento per gli invalidi civili totali, la pensione di inabilità per gli invalidi civili totali, l'assegno mensile di assistenza per gli invalidi civili parziali, la pensione di inabilità per i ciechi assoluti e la pensione per i ciechi parziali, l'indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti e indennità speciale per i ciechi parziali, l'indennità di comunicazione per i sordi, la pensione a favore dei sordi, l'indennità di frequenza per i minori di diciotto anni e l'assegno sociale.
L'Assegno unico è un contributo economico mensile erogato dall'INPS e destinato alle persone con figli a carico fino ai 21 anni di età. L'importo varia in base al reddito familiare e al numero di figli, ed è pensato per coprire le spese di mantenimento e istruzione dei figli.
Il tema della pignorabilità dell'Assegno unico è complesso e non chiaramente definito dalla legge. La normativa che istituisce l'Assegno unico non specifica se queste somme possano essere soggette a pignoramento, e pertanto il terzo pignorato, in ottica prudenziale, è tenuto a sottrarre alla disponibilità del debitore esecutato tali importi.
Qualora Banca Sella riceva un pignoramento ordinario presso terzi ex art. 543 c.p.c. relativo ad un conto di moneta elettronica su cui viene accreditato l'Assegno unico, lo specificherà nella dichiarazione resa al creditore procedente; sarà il Giudice a pronunciarsi sulla pignorabilità o meno di quegli importi nell'udienza di dichiarazione del terzo, e in tale sede il debitore potrà far valere le sue ragioni.